Gente che sclera.

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La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.

- (Panta rei, Luciano De Crescenzo)

(Fonte: metaforica)

“Che stupido timido ero! Mi domando quanti come me hanno perso tempo, si sono rosi, hanno scritto poesie in migliaia di caotiche cittadine americane come questa fino a quando hanno deciso di andarsene. E quante ragazze anche? Mi domando dove sono tutte le ragazze che leggono Carter e Millay e Stein. Sono la gente che m’interessa, salvi grazie alla loro sensibilità. A che cosa ammonta il resto di loro, per Dio? Enormi orde, come formiche. Si battono per trovare un formicaio privo di senso.”

La città e la metropoli - Jack Kerouac.

“Per esempio,- le disse -potresti restare.”

E pensò che anche nei suoi sogni più belli, proposta migliore, detta con un oceano al posto degli occhi e una voce vibrante d’eccitazione, non l’avrebbe mai trovata.

Ma non gli disse né sì né no.

Disse solo: “O per esempio, potremmo andarcene insieme.”

La spensieratezza di avere 2 anni.

1996.

La spensieratezza di avere 2 anni.

1996.

DLIN DLON: “La avvisiamo che il suo cervello ha definitamente esaurito la propria memoria interna. Per poter continuare a usufruire dello spazio interno la invitiamo a dormire per una settimana. Con affetto, i suoi neuroni.”

Dove vendono le schede SD per i cervelli!?

“IO HO VISTO”. PARLA GIUSEPPE COSTANZA, SCONOSCIUTO, UNICO SOPRAVVISSUTO A CAPACI

Giuseppe Costanza. Un nome pressochè sconosciuto. Di Capaci ricordiamo i nomi di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Giuseppe Costanza era il quarto agente di scorta. l’unico sopravvissuto a quella terribile esplosione di vent’anni fa. Era sul sedile posteriore della Croma bianca guidata dallo stesso Giovanni Falcone con a fianco la moglie Francesca Morvillo. Costanza si siede dietro, Morvillo aveva chiesto di rimanere sul sedile anteriore. Particolare che salverà la vita dell’agente di scorta.

Lui a Capaci sopravvive, ma >, dice Costanza ai microfoni di Radio24, intervistato dal bravissimo Alessandro Milan nel corso del programma 24 Mattino, che riporta alla luce la storia di un uomo dimenticato ma che c’era, e che può dire >, e purtroppo mai ascoltato.

Tantissimi non sanno della sua storia, nelle celebrazioni, intrise di retorica, il suo nome compare a singhiozzo, e in vent’anni >, ma non può dimenticare quando >.

Sul lavoro l’emarginazione è quasi imbarazzante sentita e raccontata dalla voce dello stesso Costanza. >.

Come lui ci sono anche altri che possono dire “Io ho visto”, sono Giovanni Paparcuri, autista di Rocco Chinnici e Antonio Vullo, unico superstite della strage di Via D’Amelio in cui rimase ucciso il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina.

>.

A questo isolamento non c’è una risposta, qualcuno, prima o poi dovrà fornirne una.

Fonte: http://m.linkiesta.it/blogs/pizza-connection/io-ho-visto-parla-giuseppe-costanza-sconosciuto-unico-sopravvissuto-capaci.

“Ragazzi non dovete avere paura… Oppure abbiatela dopotutto è un sentimento umano! L’importante è che sappiate che la paura è diversa dalla viltà, la viltà non è umana. Se Falcone e Borsellino l’avessero avuta probabilmente sarebbero sempre vivi… Ma che senso avrebbe avuto la loro vita? Non abbiate paura e fate sempre e solo quello che vi sentite di fare: anche se siete in due, tre, cinque, dieci! L’importante è che ci crediate!”

Sunto di quello che ha detto oggi in classe la mia prof di filosofia.

Spegni la tv, accendi la testa.

PENSA.

Come dice Noel: “I’m watching my tv, or is it watching me?”

Comunque mi mancano i miei cieli stellati autunnali che nessuno se li cagava. Di quelli limpidi che c’erano a Dicembre quando fra poco faceva più caldo di ora.

Vedi, vorrei chiamarti per dirti quello che provo ma non saprei da che parte cominciare. Ho paura che tu parta dalla fine dicendo che per te è bastato così, baci e abbracci e addio. Io mi sto intrippando alla grande, cosa che non mi accadeva da un po’. Come te lo dico?!

I dubbi amplificati dalle giornate piovose, dai compiti in classe, interrogazioni e dalla sinusite che ormai mi tiene compagnia da una settimana.